Diritto e Vaccinazione

Come combattere la discriminazione tramite semplici azioni legali

Category: Procedure

Redarre un Atto Giuridicamente Valido

Anche se la cosa potrebbe sembrare lunga e faticosa, redarre un atto giuridicamente valido non è così difficile!

Cercherò qui di elencare delle semplici regole che potranno aiutarti a scrivere una lettera giuridicamente valida al 100% ma allo stesso tempo semplice, diretta ed efficace per lo scopo!

L’ERRORE PIÚ COMUNE

Uno degli errori piú comuni in cui mi sono imbattuto è la credenza che il pubblico ufficiale che si occupa di queste procedure sia a conoscenza dei sei documenti che abbiamo visto nella teoria!

Mentre all’inizio della mia esperienza mi arrabbiavo moltissimo, considerando tutti i pubblici ufficiali e chi aveva a che fare con questa questione dei semplici “robot non pensanti”, la grande rivelazione che ho avuto dopo mesi e mesi di lotte è che, semplicemente, queste persone non conoscono la documentazione pertinente alla questione vaccinazione o addirittura non riescono a capire gli atti che gli si porge davanti.

Non capendo nulla di queste cose, si rifugiano semplicemente nel “seguire quanto gli viene ordinato”. In effetti, casi di effettiva “cattiveria”, nella mia esperienza sul soggetto, da parte della pubblica amministrazione, non ne ho proprio trovati.

IL LINGUAGGIO DA USARE

Nel nostro caso in particolare, non essendo avvocati, ma comuni cittadini, ci potrà ovviamente essere perdonato un linguaggio non particolarmente colmo di tecnicismi legali, ma semplice e diretto, anzi, diciamoci la verità, anche il destinatario potrebbe leggerlo con maggiore attenzione.

In effetti, piú le parole utilizzate sono semplici, piú si sortirà l’effetto voluto!

Anche se si è degli esperti nel settore, è sempre meglio cercare di scrivere le cose in modo chiaro, semplice e diretto, in questo modo non ci si può sbagliare!

L’ATTEGGIAMENTO DA TENERE

Anche se il linguaggio è semplice, ciò non significa che bisogna essere “accomodanti”. Gentili sí, ma assolutamente, completamente, totalmente, DETERMINATI nell’ottenere il proprio risultato e nel vedere cessare, o, meglio ancora, non iniziare, la discriminazione o le sanzioni nei confronti del proprio figlio.

Bisogna far capire che si è disposti a qualsiasi cosa per vedere rispettati I propri diritti, in fondo, si tratta di diritti tutelati dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, tutti gli atti volti a rendere questo scritto una realtà, in effetti, hanno un valore umanitario e andrebbero portati avanti col massimo polso.

COME FIRMARE LO SCRITTO?

La domanda banale trova una difficoltà quando si decide di inviare la lettera per via telematica!

In questo caso, non potendo apporre l’inchiostro direttamente sullo schermo, come si firma un tale scritto?

Per risolvere questa problematica è stato creato un semplice sistema per rendere la firma del documento sicura, incontraffabile e legalmente valida: la firma elettronica.

Questo semplice strumento permette di rendere lo scritto formalmente valido, abbinando la firma apposta, unendola ad un tempo certo (grazie ad uno strumento chiamato “marca temporale”, la quale, nella firma elettronica che utilizzo, viene apposta automaticamente).

Come venire in possesso della firma elettronica? Di solito si utilizza un complesso sistema di smart card e lettori, personalmente vi suggerisco la firma del ramo della TIM chiamato “Trust Technologies”. Qui avete la possibilità di sottoscrivere il documento servendovi semplicemente del vostro cellulare.

Troppo complesso? Nessuna paura, potete sempre decidere di stampare il documento, firmarlo e scansionarlo, anche cosí il documento sarà giuridicamente valido!

SOMMARIO

Una lettera semplice e diretta, con un atteggiamento intransigente e correttamente firmata, contiene un appello che giungerà sicuramente al bersaglio ottenendo l’effetto voluto.

Hai qualsiasi domanda o commento, non esitare a scrivere tutto qui sotto!

Appuntamento di Vaccinazione – Come Richiederlo e a Cosa Serve

Uno strumento importantissimo per impostare il nostro iter burocratico che ci porterà al nostro obiettivo, superare la discriminazione aggirando il decreto Lorenzin, è l’appuntamento per la vaccinazione, apparentemente un controsenso, questo prezioso strumento ci mette nelle mani la possibilità di superare praticamente ogni obiezione o difficoltà, a causa del testo del decreto stesso.

PERCHÈ UN APPUNTAMENTO DI VACCINAZIONE?

In base al testo del decreto, all’Art. 3 troviamo quanto segue:

1. I dirigenti scolastici delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione ed i responsabili dei servizi educativi per l’infanzia, dei centri di formazione professionale regionale e delle scuole private non paritarie sono tenuti, all’atto dell’iscrizione del minore di età compresa tra zero e sedici anni (( e del minore straniero non accompagnato )), a richiedere ai genitori esercenti la responsabilità genitoriale, ai tutori (( o ai soggetti affidatari )) la presentazione di idonea documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni (( obbligatorie )) indicate all’articolo 1, ((commi 1 e 1-bis )), ovvero l’esonero, l’omissione o il differimento delle stesse in relazione a quanto previsto dall’articolo 1, commi 2 e 3, o la presentazione della formale richiesta di vaccinazione all’azienda sanitaria locale territorialmente competente, che eseguirà le vaccinazioni obbligatorie secondo la schedula vaccinale prevista in relazione all’età, entro la fine dell’anno scolastico, (( o la conclusione del calendario annuale dei servizi educativi per l’infanzia e dei corsi per i centri di formazione professionale regionale )). La presentazione della documentazione di cui al primo periodo deve essere completata entro il termine di scadenza per l’iscrizione. La documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni può essere sostituita dalla dichiarazione resa ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445; in tale caso, la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni deve essere presentata entro il 10 luglio di ogni anno.

Mi scuso per la citazione un po’ lunga, ma è davvero molto importante.

In base a questo si evince che per iscrivere il proprio bambino a scuola sono necessarie una di queste tre cose:

  1. Documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni o documentazione che prova che per ora o per sempre, per motivi clinici spiegati meglio nell’Art. 1 del decreto, queste non possono essere eseguite;
  2. Una dichiarazione resa ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 Dicembre 2000 n. 445 (una autocertificazione o dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà) che dichiara quanto andrebbe certificato dalla documentazione di cui al punto 1;
  3. Un appuntamento formale per la vaccinazione.

Ma quindi, quale di questi metodi è meglio usare?

Il primo metodo va benissimo se avete già vaccinato vostro figlio o se lo stesso è stato esonerato o l’intervento è stato differito, è sicuramente la soluzione più “comoda”, ma penso che se questo fosse il caso, non stareste leggendo queste righe;

Ovviamente è sconsigliatissimo fare una dichiarazione come per punto 2 se non si ha vaccinato il proprio bambino o se non si è effettivamente in possesso della documentazione di esonero. Questo strumento va usato solo se si è in possesso della documentazione di cui al punto 1 ma non la si ha al momento disponibile da allegare. In effetti la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà è stata ideata per “snellire” la pubblica amministrazione ed evitare di portarsi dietro e richiedere decine e decine di certificati, ma le dichiarazioni false sono giustamente punite molto severamente dalla legge, anche penalmente, altrimenti se ne approfitterebbero tutti.

In base a quanto scritto nel testo del decreto un appuntamento per la vaccinazione è invece a tutti gli effetti parificato alla presentazione della documentazione di avvenuta vaccinazione a livello giuridico e, a tutti gli effetti, consente di mantenere o far accedere il proprio bimbo a scuola, se effettuato nei tempi corretti. Questo è dunque il metodo migliore da utilizzare.

CHE CANALE UTILIZZARE PER RICHIEDERE L’APPUNTAMENTO ALL’ASL PER LA VACCINAZIONE

Di solito l’appuntamento per la vaccinazione si può richiedere in diversi modi:

  1. Una chiamata telefonica al Centro Unico Prenotazioni o all’ASL stessa;
  2. Una E-Mail semplice (posta elettronica ordinaria);
  3. Una raccomandata con ricevuta di ritorno;
  4. Una PEC (Posta Elettronica Certificata).

In questo caso la chiamata è sconsigliata, non è tracciata e non si può richiedere nessuna specifica informazione, il sistema attribuirà semplicemente il primo appuntamento disponibile.

Anche la mail normale è altrettanto sconsigliata. Non avendo alcun tipo di valore legale, qualsiasi cosa ivi scritta verrà con ogni probabilità ignorata e ancora una volta vi verrà assegnato il primo appuntamento disponibile. Inoltre, personalmente non considero particolarmente formale questo tipo di metodo, in quanto la lettera non viene debitamente notificata.

Rimangono a disposizione la raccomandata con ricevuta di ritorno e la PEC, che si equivalgono a tutti gli effetti. Io per comodità utilizzo la PEC, ma c’è anche un ulteriore fattore, di solito questo tipo di messaggi arrivano alla sede centrale dell’ASL e vengono ritrasmessi con parecchio ritardo al centro appuntamenti ed alla sezione delle vaccinazioni, il che fa guadagnare ulteriore, spesso prezioso, tempo.

COME REDARRE LA LETTERA DI RICHIESTA APPUNTAMENTO ALL’ASL

La lettera va redatta rendendo da subito attenta l’ASL che vi servono ulteriori informazioni per la vaccinazione.

Io includo sempre che prima del colloquio vorrei spediti per posta tutti i foglietti illustrativi di ogni prodotto che verrà somministrato a mio figlio e poco dopo mando la Dichiarazione di Garanzia del Medico, sempre via PEC. Illustro da subito quali informazioni sommariamente vorrei avere.

Includo anche nella lettera che la stessa ha come unico scopo la non discriminazione di mio figlio, e di consentirgli di continuare serenamente il suo percorso educativo, così come suo diritto universalmente riconosciuto.

Fare così vi da un precedente valido giuridicamente per cui, con largo anticipo, avete informato l’ASL di tutte le informazioni di cui avevate bisogno per procedere alla vaccinazione.

Se redatta correttamente a questa lettera di solito l’ASL non risponde nemmeno!

Questo è particolarmente vero se siete già andati al primo colloquio, in questo caso ovviamente richiedereste un nuovo appuntamento, visto che con tutta probabilità nel primo non vi sono state date tutte le informazioni che avete richiesto.

Questa strategia si basa sull’esperienza maturata, che dimostra la tendenza alla poca disponibilità da parte dei medici vaccinatori, per qualche motivo che onestamente devo ancora capire, a dare le informazioni a chi le richiede. Di solito preferiscono addirittura lasciar cadere la cosa nel vuoto, il che, detto fra noi, ci va benissimo!

SOMMARIO

Seguendo queste semplici linee di condotta, avete in mano uno strumento che, ai sensi del decreto stesso, permette a vostro figlio di continuare serenamente il suo sacrosanto percorso educativo, e permette di risparmiare un po’ di soldini evitando di pagare la sanzione, che non può essere irrogata, visto che siete in regola avendo richiesto l’appuntamento di vaccinazione stesso.

Se hai qualsiasi domanda o commento, non esitare ad inserirla nei campi sottostanti!

Colloquio all’ASL – Cosa Fare e Come Comportarsi

Il colloquio all’ASL è spesso la parte più terrificante per la maggior parte dei genitori. La domanda sorge subito spontanea: “Cosa devo fare?”.

La prima cosa da sapere è che si incorrerà in sanzioni solamente se si dichiarerà esplicitamente il rifiuto di vaccinare, quindi bisogna essere assolutamente sicuri di mantenere sempre un atteggiamento neutro, anzi favorevole alla vaccinazione.

LA REGOLA D’ORO – COSA NON FARE

Il modo giusto di procedere, come abbiamo visto nel post sulla Convenzione di Oviedo, è di NON FIRMARE NULLA. Cercheranno di farvi firmare generalmente tre tipi di documenti:

  • Un modulo di consenso informato alla vaccinazione;
  • Un modulo di dissenso informato;
  • Un modulo in cui dichiarate di aver partecipato ad un colloquio informativo.

In ognuno di questi tre casi, se andrete a firmare la carta, vi siete giocati la partita e siete passibili di sanzioni e discriminazioni connesse.

Nel primo caso, il modulo di consenso informato, avete firmato che siete pronti a vaccinare e, anche se potete decidere di togliere il consenso in qualsiasi momento, sarà davvero molto più difficile, ma non impossibile, documentare che vi servono ulteriori informazioni;

Nel secondo caso avete chiaramente certificato che, nonostante tutte le possibili informazioni, non volete procedere al trattamento, vi siete aperti la strada a ricevere tutte le possibili sanzioni amministrative e, per come è la legge in questo momento, rischiate enormemente di puntare dritti all’esclusione di vostro figlio o figlia da nidi e materne, se nella fascia 0-6;

Nel terzo caso avete firmato che avete sostenuto un colloquio informativo, si presume dunque che siate ben informati ora sul soggetto, e se non procedete dunque all’intervento significa che avete deciso di non vaccinare, incorrendo come negli altri due casi in tutte le possibili sanzioni.

LA MIA STRATEGIA

La mia strategia, sviluppata prendendo ampi spunti dal sito Internet popolounico.org, ma migliorata per renderla più comoda, efficace ed adatta alla situazione attuale, è quella di richiedere al medico vaccinatore dell’ASL TUTTE le possibili informazioni riguardo a quali sono i vaccini che mio figlio avrebbe dovuto ricevere, inclusi gli effetti collaterali, quali esami avrebbe dovuto fare per assicurarsi della sicurezza dell’intervento, quali componenti pericolose potrebbero esserci all’interno dei vaccini e molte, molte altre informazioni. Questo viene fatto tramite un modulo chiamato “Dichiarazione di Garanzia del Medico”.

Questo modulo è disponibile sul loro sito Internet gratuitamente.

La cosa che più mi piace di questa strategia è che si lascia che L’ASL compili il modulo e dia tutte le informazioni, il che ovviamente è impossibile!

Nel mio caso addirittura il medico mi ha tirato fuori una sua circolare per cui poteva dedicarmi un massimo di dieci minuti in base alle politiche che deve seguire per il suo ufficio.

Per quanto sia impossibile, a livello giuridico e di diritto internazionale questo medico deve darvi tutte le informazioni necessarie affinché voi vi sentiate sicuri al 100% di sapere tutto quello che c’è da sapere sull’intervento.

L’unico possibile difetto di questa tattica è che se effettivamente il medico vi compilasse tutti i campi previsti e lo firmasse, sareste tenuti a procedere all’intervento o dimostrarvi effettivamente contrari, ma onestamente è praticamente impossibile che accada, persino io con una tale mole di garanzie procederei alla vaccinazione di mio figlio!

NOTIFICARE IL DOCUMENTO

Parte di importanza vitale in questo procedimento è che questo modulo venga appropriatamente notificato.

Io personalmente suggerisco di effettuare una doppia consegna del documento per sicurezza: anticipandolo via PEC ed il giorno stesso quando lo si consegna al medico vaccinatore con una notifica a mano, anch’essa spiegata nell’articolo citato nel paragrafo precedente.

Questa parte è importantissima, se non si notifica il documento infatti non ha nessun valore legale ed a seguito del colloquio non avrete modo di dimostrare che il medico si è rifiutato di cedervi le informazioni richieste.

COME DOCUMENTARE COSA SUCCEDE DURANTE IL COLLOQUIO

Mantenendo il massimo della privacy per l’interlocutore, l’interezza del colloquio va assolutamente registrata, questo è molto importante, come ampiamente riconosciuto da praticamente ogni associazione che si occupa di obiezione attiva alla vaccinazione obbligatoria.

Così facendo si potrà documentare con assoluta ed incontestabile certezza che voi avete provato in tutti i modi a richiedere maggiori informazioni e vi siete davvero prodigati per poter procedere alla vaccinazione, ma il medico si è rifiutato di darvi le informazioni a cui voi avete totale diritto.

Come spiegato in precedenza infatti, sia a livello di Decreto stesso, sia a livello di diritto internazionale, voi avete il diritto di ricevere tutte le informazioni necessarie sul soggetto.

L’ATTEGGIAMENTO VINCENTE

Penso che l’atteggiamento vincente da tenere in questo colloquio sia di mantenere la massima calma, dimostrarsi assolutamente cooperativi alla vaccinazione, ma richiedere tutte le informazioni richieste sul modulo di garanzia del medico. Su QUESTO, bisogna essere intransigenti.

Non serve aiutare il medico a compilarlo, mettete solo i dati anagrafici del vostro piccolo e lasciate che si sbrighi lui la compilazione di tutte le pagine del modulo. Di solito non ci proverà neanche e vi manderà via sgarbatamente.

COSA FARE DOPO IL COLLOQUIO CON L’ASL

Una volta terminato il colloquio ed aver accuratamente archiviato il file audio o video e la ricevuta del modulo debitamente notificato, avrete un’arma potentissima a vostra disposizione.

Infatti ora, se mai vi servisse, NON ACCELERATE I TEMPI, non serve a niente, quando vi viene richiesto dal dirigente scolastico o dal funzionario comunale incaricato dell’istruzione in nidi e materne, o addirittura davanti al Giudice di Pace se avete ricevuto una multa, potete esporre quanto è successo e che voi volevate veramente vaccinare vostro figlio, ma il medico si è evidentemente rifiutato di cedervi le informazioni necessarie. Questo, come deliberato in un’ordinanza di rilievo dal Tribunale Amministrativo sospende l’iter di sospensione (scusate il gioco di parole ma si dice così) di vostro figlio o figlia dalla scuola.

SOMMARIO

Se tenete a mente queste semplici informazioni, sarà davvero molto semplice uscire indenni dal colloquio con l’ASL, anzi, si uscirà con un’arma in più, una chiave che aprirà la porta all’istruzione di vostro figlio o figlia, in barba alla discriminazione.

Nei prossimi post vedremo come utilizzare queste informazioni e documentazione per aiutarci nel gestire i rapporti con il dirigente scolastico o con l’ufficio comunale preposto all’istruzione nei settori di asili nido e materne.

Spero veramente che questio materiale possa esservi di aiuto. Avete domande? Non esitate a lasciarle nei commenti.

Se hai qualsiasi domanda o commento, non esitare ad inserirla nei campi sottostanti, sarò lieto di aiutarti al meglio delle mie capacità.

Diffida

La diffida è uno strumento legale che penso sia molto utile per chiunque da conoscere!

Per definizione è un avvertimento che si da ad una persona per cui se farà o continuerà a fare una determinata cosa o terrà o continuerà a tenere un determinato atteggiamento, o non farà una determinata cosa, si provvederà per vie legali, sia esso un esposto alla Procura della Repubblica (di base si inoltra una lamentela così che la Procura indaghi sulla cosa e provveda a verificare se effettivamente ci sono dei crimini perseguibili) o ad una querela vera e propria.

La diffida contiene anche tutte le norme che stanno venendo violate dalla persona che ne è oggetto ed è debitamente notificata, come spiegato in precedenza.

Quali sono i pregi della diffida?

  1. È gratuita;
  2. È fai-da-te;
  3. Ottiene molto spesso il risultato voluto se scritta nel modo corretto;
  4. Rende inequivocabile che la persona o l’ente coinvolti sono direttamente responsabili ed a conoscenza della normativa che potrebbero violare procedendo nel loro atteggiamento ed azioni (la legge non ammette ignoranza ma la cosa può aiutare in giudizio);
  5. Qualora la persona o l’ente oggetto della diffida non la rispettasse, non si è tenuti a norma di legge ad intraprendere nessuna azione legale se non lo si volesse fere, il che la rende ancora potenzialmente più economica.

Ma quando dovremmo mandare una diffida nel caso della questione vaccinazioni? Perché potrebbe servirci a raggiungere il nostro scopo, ovvero che il nostro caro bambino o bambina continui col suo percorso educativo nonostante il decreto Lorenzin?

QUANDO USARE LA DIFFIDA

Per mia esperienza la cosa da fare è inviare la diffida ALL’INIZIO DEL PERCORSO EDUCATIVO, il prima possibile. Questo ha diversi vantaggi, innanzitutto, solitamente se mandata subito le persone o gli enti non rispondono immediatamente perché non vi conoscono bene e dunque cadono nel cosiddetto silenzio assenso (di base si dimostrano d’accordo con quanto da voi scritto non ribattendolo entro trenta giorni, rendendo palese che sono completamente d’accordo con quanto da voi espresso). In secondo luogo le persone con cui avrete a che fare capiranno immediatamente che non state scherzando, che avete bene in mente i vostri diritti e che siete assolutamente determinati a farli rispettare.

A CHI MANDARE LA DIFFIDA

La diffida va mandata a tutti i soggetti che potrebber avere a che fare con voi, nel nostro caso:

  1. L’istituto scolastico, nella figura specifica del dirigente, che ne detiene solitamente la rappresentanza legale;
  2. L’ufficio comunale che si occupa dell’istruzione, nella figura del dirigente o ufficiale incaricato (nella mia città, Verona, c’è proprio un ufficio addetto ad i servizi dell’infanzia). Tutte le scuole comunali fanno capo a loro, quindi, se si sceglie di mandare il proprio figlio in un asilo nido o materna comunali o “parificati”, va assolutamente mandata anche a questo ufficio, si scoprirà in effetti che sono solitamente loro a decidere quando e come decidere per la sospensione o meno del proprio bambino;
  3. L’ASL competente, incluso il medico vaccinatore incaricato in persona;
  4. Al sindaco, come dirigente amministrativo e massima carica comunale sia a livello medico che di istruzione.

Da notare che è sempre meglio fare un po’ di ricerca e reperire chi sono queste persone. Dietro agli enti ci sono sempre persone specifiche ed intestarla con nomi e cognomi ottiene un effetto più diretto.

Questi sono i soggetti più importanti, a mio avviso, e quelli con cui (a parte il sindaco), si avrà maggiormente a che fare.

COSA DEVE CONTENERE LA DIFFIDA

La diffida deve contenere tutta la normativa che si potrebbe violare decidendo di discriminare proprio figlio o figlia in qualsiasi modo, ivi incluso l’allontanamento dalla scuola ed una chiara intimazione di non effettuare nessuno di tutti questi commenti. Questa può essere trovata all’interno di questo sito nelle varie sezioni e post.

SOMMARIO

Con queste semplici indicazioni, sono sicuro che ti risulterà davvero semplice creare una diffida veramente efficace che puoi utilizzare per raggiungere il tuo scopo, aggirare il decreto Lorenzin e riuscire a far andare tuo figlio a scuola.

Se hai bisogno di un modello precompilato non esitare a contattarmi, ti aiuterò volentieri.

Se hai qualsiasi domanda o commento, non esitare ad inserirla nei campi sottostanti!

Registrare e filmare uffici pubblici

A tutti è sorta almeno una volta la domanda “Ma posso davvero filmare o registrare cosa succede in un ufficio pubblico?”. Con questo articolo vediamo di spiegare esattamente quando è possibile farlo e le limitazioni di questo.

Attingo le informazioni da un chiarissimo articolo da “La Legge per Tutti”, lo puoi leggere qui.

La risposta fondamentale è sì, in tutti i casi tranne quando la legge lo vieta esplicitamente. Ad esempio, se la polizia sta facendo un’indagine sotto copertura, la cui segretezza è esplicitamente decisa da un magistrato, ovviamente non potremmo riprendere tale operazione.

Ma in tutti gli altri casi? Assolutamente sì, nella misura in cui sgraneremo il volto dell’interlocutore e prendiamo i dovuti provvedimenti per garantirne la privacy, particolarmente se decidiamo di diffondere il materiale sul web (personalmente sconsigliatissimo), assolutamente possiamo registrare tutto quello che avviene!

Perché la registrazione è così importante da dedicarvi un post intero? Semplice, quando andremo al colloquio con l’ASL non dovremo farci nessuna remora nel registrare, in quanto dovremo DOCUMENTARE il rifiuto da parte del medico di fornirci le informazioni da noi richieste!

Questo ci tutelerà in futura sede amministrativa, o addirittura giuridica, in quanto proveremo che noi “abbiamo fatto di tutto” per vaccinare nostro figlio, ma l’ASL non ha voluto procedere in quanto si è rifiutata di seguire la legge, sia nazionale che internazionale, che gli impone di fornirci tutte le possibili complicazioni, rischi e benefici, riguardo a questo importante atto medico che è la vaccinazione.

SOMMARIO

Sì, è possibile registrare quando si va in qualsiasi luogo pubblico, rimane importante ovviamente tutelare la privacy delle persone. Ma oltre che questa, abbiamo qui uno strumento per tutelare i nostri importantissimi diritti. Assicurati di utilizzarlo al prossimo colloquio!

Se hai qualsiasi domanda o commento, non esitare ad inserirla nei campi sottostanti!

Notificare un Atto

La prima cosa che chiunque sia alle prese con la vaccinazione obbligatoria dovrebbe capire, è cosa significa “notificare” un atto.

Partiamo dal presupposto che il diritto è come una partita, le cui mosse vanno accuratamente validate.

Nella vita reale se tu dici “ciao” a qualcuno, e quel qualcuno sente quanto hai detto, la “notifica” è avvenuta.

Ma come funziona nel diritto?

Qualsiasi comunicazione, per essere correttamente presa in considerazione dagli enti pubblici, o, meglio, in futura eventuale sede giudiziaria, deve essere correttamente “notificata”.

Ma cosa vuol dire “notificare”?

Dal dizionario “Devoto-Oli”, troviamo la seguente definizione:

Come possiamo osservare, l’atto deve essere in “forma ufficiale”. Questo vale sia per la pubblica amministrazione, sia per i cittadini.

Di conseguenza la prima cosa da capire è: “La comunicazione che mi è arrivata dalla scuola/ASL/Comune, è stata debitamente NOTIFICATA?”. Se non è così, cioè non è stata consegnata in modo ufficiale, la comunicazione non è valida.

Questo vale per qualsiasi tipo di comunicazione, dalla preside o maestra che vi dice “non porti suo figlio/a a scuola domani perché chiamerò i vigili”, ad una nota sul libretto o sul diario, magari consegnata al bambino, di portare o fare qualsivoglia cosa, ognuna di queste comunicazioni non ha nessun valore giuridico, quindi possono essere anche cestinate!

La stessa cosa vale per le comunicazioni che NOI mandiamo alla pubblica amministrazione od alla scuola. Perché abbiano un qualsivoglia valore e possano essere considerate delle “valide” mosse nello scacchiere, devono essere NOTIFICATE.

Come facciamo dunque a notificare un atto, od a sapere quando ce ne viene notificato uno?

Personalmente ne conosco alcuni tipi, magari qualche esperto avvocato potrà aggiungerne qualcun altro nei commenti

  1. Raccomandata con ricevuta di ritorno (A/R o RR);
  2. Notifica a mano con firma di ricevuta;
  3. PEC

Adesso spiego brevemente come fare ognuno di essi:

  • Raccomandata a mano

In questo sistema si richiede di scrivere la comunicazione che si vuole notificare (anche a mano volendo), inserirla in una busta (o anche no se si vuole utilizzare il metodo della “busta aperta”, ma non entriamo troppo nei dettagli!), andare all’ufficio postale, fare la coda, compilare il tagliando con l’indirizzo del ricevente, pagare €10,00 circa per il servizio postale ecc ecc..

Questo metodo è SCONSIGLIATISSIMO, diciamoci la verità, cinque o sei “mosse” e ci siamo giocati tra carta, buste, inchiostro e canone delle Poste Italiane, circa 70 Euro!

  • Notifica a mano

Questo è un metodo che può essere comodo in certe circostanze, che verranno illustrate nello specifico, si porta il documento che si vuole notificare, lo si consegna alla persona e ci si fa firmare una ricevuta dal destinatario con scritto “in data _____ ricevo il documento _____. In fede, FIRMA”. Ancora la scomodità è trovare il tempo, prendere l’auto, andare dall’ufficio a cui vogliamo notificare il documento, trovare il destinatario, sperare che sia libero (o si può rischiare di lasciarlo in segreteria) e sperare che sia disposto a firmare la notifica. Di base svolgiamo il lavoro per cui una persona viene normalmente pagata per svolgerlo: il postino.

Ancora, questo metodo è sconsigliato perché poco pratico nella maggior parte delle circostanze.

  • PEC

La PEC “Posta Elettronica Certificata” è uno strumento fantastico che consente di notificare qualsiasi atto, sia in ingresso che in uscita, con data ed orario certi, addirittura ad uffici chiusi! Consiste in una semplice casella E-Mail (associabile anche al tuo programma di posta preferito) ma può essere utilizzata in mille modi diversi per NOTIFICARE le tue mosse man mano!

Semplicissima da configurare ed utilizzare, sostituirà rapidamente qualsiasi tipo di raccomandata, persino le fastidiose disdette commerciali e ti consentirà di notificare qualsiasi cosa in brevissimo tempo ed al minimo costo e sforzo.

Ti chiederai come fare ad aprire una PEC! È semplicissimo, ci vogliono pochi minuti per configurarla, con una breve ricerca su Internet sono sicuro che troverai quella che fa più per te.

SOMMARIO

Il diritto si svolge in una serie di mosse, ognuna va correttamente “notificata”, altrimenti la tua azione non sarà valida!

Hai qualsiasi domanda o commento? Non esitare a scriverli qui sotto tra i commenti!