Diritto e Vaccinazione

Come combattere la discriminazione tramite semplici azioni legali

Author: Mattia (page 1 of 2)

L’Articolo 3-Bis

In questo articolo desidero chiarire a fondo l’Art. 3-bis della 119 (Decreto “Lorenzin”) vista la sua importanza per quanto riguarda l’iscrizione a scuola e per la successiva serena continuazione del percorso di istruzione di tuo figlio o figlia.

Se vi chiedete il motivo della scelta di questa immagine, è semplicemente in quanto si applica da quest’anno la procedura semplificata, possibile grazie all’istituzione dell'”anagrafe vaccinale” informatizzata, disposta dal Decreto stesso.

L’articolo si applica a partire da quest’anno (anno scolastico 2019/2020) e sarà quello finale a cui ci si riferirà fino a quando la legge non verrà modificata o abrogata.

Ecco il testo di legge:

1. A decorrere dall’anno scolastico 2019/2020 nonche’ dall’inizio del calendario dei servizi educativi per l’infanzia e dei corsi per i
centri di formazione professionale regionale 2019/2020, i dirigenti scolastici delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione ed i responsabili dei servizi educativi per l’infanzia, dei centri di formazione professionale regionale e delle scuole private non paritarie sono tenuti a trasmettere alle aziende sanitarie locali territorialmente competenti, entro il 10 marzo, l’elenco degli iscritti per l’anno scolastico o per il calendario successivi di eta’ compresa tra zero e sedici anni e minori stranieri non accompagnati.

2. Le aziende sanitarie locali territorialmente competenti provvedono a restituire, entro il 10 giugno, gli elenchi di cui al comma 1, completandoli con l’indicazione dei soggetti che risultano non in regola con gli obblighi vaccinali, che non ricadono nelle condizioni di esonero, omissione o differimento delle vaccinazioni in relazione a quanto previsto dall’articolo 1, commi 2 e 3, e che non abbiano presentato formale richiesta di vaccinazione all’azienda sanitaria locale competente.

3. Nei dieci giorni successivi all’acquisizione degli elenchi di cui al comma 2, i dirigenti delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione e i responsabili dei servizi educativi per l’infanzia, dei centri di formazione professionale regionale e delle scuole private non paritarie invitano i genitori esercenti la responsabilita’ genitoriale, i tutori o i soggetti affidatari dei minori indicati nei suddetti elenchi a depositare, entro il 10 luglio, la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni ovvero l’esonero, l’omissione o il differimento delle stesse, in relazione a quanto previsto dall’articolo 1, commi 2 e 3, o la presentazione della formale richiesta di vaccinazione all’azienda sanitaria locale territorialmente competente.

4. Entro il 20 luglio i dirigenti scolastici delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione e i responsabili dei servizi educativi per l’infanzia, dei centri di formazione professionale regionale e delle scuole private non paritarie trasmettono la documentazione di cui al comma 3 pervenuta, ovvero ne comunicano l’eventuale mancato deposito, alla azienda sanitaria locale che, qualora la medesima o altra azienda sanitaria non si sia gia’ attivata in ordine alla violazione del medesimo obbligo vaccinale, provvede agli adempimenti di competenza e, ricorrendone i presupposti, a quello di cui all’articolo 1, comma 4.

5. Per i servizi educativi per l’infanzia e le scuole dell’infanzia, ivi incluse quelle private non paritarie, la mancata presentazione della documentazione di cui al comma 3 nei termini previsti comporta la decadenza dall’iscrizione. Per gli altri gradi di istruzione e per i centri di formazione professionale regionale, la mancata presentazione della documentazione di cui al comma 3 nei termini previsti non determina la decadenza dall’iscrizione ne’ impedisce la partecipazione agli esami. )).

In base a questo, siamo davanti ad un bivio:

1. Mandare subito, al momento dell’iscrizione, la richiesta formale di appuntamento di vaccinazione, IN TEORIA l’ASL dovrebbe rimandare entro il 10 giugno gli elenchi segnando il nostro nominativo come IN REGOLA.

2. Aspettare la richiesta dal 10 al 20 giugno, da parte dei dirigenti scolastici, di fornire la documentazione, E SOLO ALLORA prenotare l’appuntamento.

Da notare che la richiesta può anche essere notificata prima del 20 giugno se l’ASL trasmette prima di questo termine gli elenchi alla scuola, in base alla legge, l’importante è che sia entro dieci giorni dalla ricezione degli elenchi inviati dall’ASL.

Cosa fare è a questo punto una scelta personale, il mio consiglio è di mandare la richiesta di appuntamento entro il 20 luglio, E SOLAMENTE SE I DIRIGENTI SCOLASTICI INVIANO LA RICHIESTA NEL PERIODO STABILITO.

Si può facilmente verificare se la tempistica è stata rispettata richiedendo gli elenchi restituiti dall’ASL, dai quali verranno rimossi i dati sensibili degli altri iscritti. Infatti possiamo sempre avere accesso a qualsiasi documentazione che ci riguarda, in base alla normativa sulla privacy.

Questo consiglio nasce dal fatto che mi è già successo che nonostante avessi presentato la richiesta di appuntamento, l’ASL abbia rimandato gli elenchi alla scuola segnandomi come “non in regola”. Meglio non rischiare.

QUALSIASI altra azione da parte della segreteria, dirigente scolastico, maestre ecc. al di fuori della richiesta notificata formalmente della documentazione prevista da questo articolo di legge nei tempi previsti, È UN ABUSO ILLEGALE, ed in quanto tale va immediatamente diffidato e, subito o in caso di persistenza dell’atteggiamento, riportato alle autorità, inclusa segnalazione (gratuita) al garante della privacy.

Tutto il resto della procedura, diffida, esposto, appuntamento all’ASL, richiesta di informazioni ecc. rimane completamente valida!

Spero che questo possa chiarire! Buona fortuna e, come sempre, sono a disposizione per qualsiasi domanda, che potete lasciare anche nei commenti.

Il “Decreto Milleproroghe”

In questo post andiamo a capire cosa cambia col Milleproroghe in relazione ai vaccini.

Da qualche settimana i media continuano a parlare di questo “Decreto Milleproroghe”, ma alla fine, concretamente, cosa cambierebbe per noi genitori? Quale drastico e tanto dibattuto cambiamento ci sarebbe?

In realtà cambierebbe davvero gran poco…

In base all’Art. 5, comma 1, per l’anno scolastico 2017/2018 si da la possibilità di sostituire la presentazione del certificato vaccinale con una autocertificazione, in base al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, la quale, per chi ha studiato il sito https://dirittoevaccinazione.it o ha letto il mio libro, serve UNICAMENTE per sostituire il certificato vaccinale, NON può essere utilizzata per “prendere tempo” o “dichiarare che si vaccinerà in futuro”, non è quello lo scopo di una autocertificazione.

Cosa fare per l’anno scolastico 2018/2019 non è chiaramente specificato sulla legge, per questo motivo si applicherebbe direttamente l’Art. 3 della stessa, che di nuovo comunque prevederebbe la possibilità di utilizzare tale autocertificazione per le nuove iscrizioni.

In effetti, cosa fare per quest’anno scolastico non è chiaramente specificato nella legge, si andrebbe ad applicare dunque l’articolo generico della legge, l’Art. 3, che va a calendarizzare le varie scadenze per l’anno.

Il vero cambiamento si avrebbe per il 2019, nel quale, in base all’Art.3-bis, essendo la cessione di informazioni totalmente informatizzata, NON prevede più la possibilità di presentare autocertificazione, ma è chiaramente specificato CHE SI PUÒ PRESENTARE RICHIESTA DI APPUNTAMENTO ALL’ASL, addirittura con questo appuntamento l’ASL non dovrebbe neanche segnalare il nominativo come inadempiente ai Dirigenti Scolastici!

Cosa cambia grazie al Milleproroghe? NULLA!

Semplicemente si applica la procedura dell’Art.5, comma 1 anche quest’anno, che è in effetti identica a quella dell’Art. 3, a parte che la scadenza per la presentazione del vero certificato vaccinale a seguito di autocertificazione è anticipata al 10 marzo anziché al 10 luglio, come per l’anno scorso.

Il cambiamento sta per le iscrizioni d’ufficio, quindi i rinnovi di chi andava all’asilo l’anno precedente, per i quali quest’anno non sarebbe stata possibile fornire una autocertificazione, ma si sarebbe dovuto presentare regolare certificato o richiesta di appuntamento all’ASL.

MA QUINDI IN SOLDONI PER NOI COSA CAMBIA?

DI NUOVO, NULLA!!!

Se non intendiamo vaccinare, la strada è sempre la stessa!!

1. Diffida
2. Richiesta formale di vaccinazione all’ASL competente
3. Notifica di richiesta informazione
4. Andare al colloquio all’ASL
5. Eventuali esposti su irregolarità.
6. All’occorrenza nuovo appuntamento di vaccinazione.

ecc….

Spero questo possa chiarificare, per eventuali domande, sono disponibile nei commenti qui sotto!

Redarre un Atto Giuridicamente Valido

Anche se la cosa potrebbe sembrare lunga e faticosa, redarre un atto giuridicamente valido non è così difficile!

Cercherò qui di elencare delle semplici regole che potranno aiutarti a scrivere una lettera giuridicamente valida al 100% ma allo stesso tempo semplice, diretta ed efficace per lo scopo!

L’ERRORE PIÚ COMUNE

Uno degli errori piú comuni in cui mi sono imbattuto è la credenza che il pubblico ufficiale che si occupa di queste procedure sia a conoscenza dei sei documenti che abbiamo visto nella teoria!

Mentre all’inizio della mia esperienza mi arrabbiavo moltissimo, considerando tutti i pubblici ufficiali e chi aveva a che fare con questa questione dei semplici “robot non pensanti”, la grande rivelazione che ho avuto dopo mesi e mesi di lotte è che, semplicemente, queste persone non conoscono la documentazione pertinente alla questione vaccinazione o addirittura non riescono a capire gli atti che gli si porge davanti.

Non capendo nulla di queste cose, si rifugiano semplicemente nel “seguire quanto gli viene ordinato”. In effetti, casi di effettiva “cattiveria”, nella mia esperienza sul soggetto, da parte della pubblica amministrazione, non ne ho proprio trovati.

IL LINGUAGGIO DA USARE

Nel nostro caso in particolare, non essendo avvocati, ma comuni cittadini, ci potrà ovviamente essere perdonato un linguaggio non particolarmente colmo di tecnicismi legali, ma semplice e diretto, anzi, diciamoci la verità, anche il destinatario potrebbe leggerlo con maggiore attenzione.

In effetti, piú le parole utilizzate sono semplici, piú si sortirà l’effetto voluto!

Anche se si è degli esperti nel settore, è sempre meglio cercare di scrivere le cose in modo chiaro, semplice e diretto, in questo modo non ci si può sbagliare!

L’ATTEGGIAMENTO DA TENERE

Anche se il linguaggio è semplice, ciò non significa che bisogna essere “accomodanti”. Gentili sí, ma assolutamente, completamente, totalmente, DETERMINATI nell’ottenere il proprio risultato e nel vedere cessare, o, meglio ancora, non iniziare, la discriminazione o le sanzioni nei confronti del proprio figlio.

Bisogna far capire che si è disposti a qualsiasi cosa per vedere rispettati I propri diritti, in fondo, si tratta di diritti tutelati dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, tutti gli atti volti a rendere questo scritto una realtà, in effetti, hanno un valore umanitario e andrebbero portati avanti col massimo polso.

COME FIRMARE LO SCRITTO?

La domanda banale trova una difficoltà quando si decide di inviare la lettera per via telematica!

In questo caso, non potendo apporre l’inchiostro direttamente sullo schermo, come si firma un tale scritto?

Per risolvere questa problematica è stato creato un semplice sistema per rendere la firma del documento sicura, incontraffabile e legalmente valida: la firma elettronica.

Questo semplice strumento permette di rendere lo scritto formalmente valido, abbinando la firma apposta, unendola ad un tempo certo (grazie ad uno strumento chiamato “marca temporale”, la quale, nella firma elettronica che utilizzo, viene apposta automaticamente).

Come venire in possesso della firma elettronica? Di solito si utilizza un complesso sistema di smart card e lettori, personalmente vi suggerisco la firma del ramo della TIM chiamato “Trust Technologies”. Qui avete la possibilità di sottoscrivere il documento servendovi semplicemente del vostro cellulare.

Troppo complesso? Nessuna paura, potete sempre decidere di stampare il documento, firmarlo e scansionarlo, anche cosí il documento sarà giuridicamente valido!

SOMMARIO

Una lettera semplice e diretta, con un atteggiamento intransigente e correttamente firmata, contiene un appello che giungerà sicuramente al bersaglio ottenendo l’effetto voluto.

Hai qualsiasi domanda o commento, non esitare a scrivere tutto qui sotto!

Appuntamento di Vaccinazione – Come Richiederlo e a Cosa Serve

Uno strumento importantissimo per impostare il nostro iter burocratico che ci porterà al nostro obiettivo, superare la discriminazione aggirando il decreto Lorenzin, è l’appuntamento per la vaccinazione, apparentemente un controsenso, questo prezioso strumento ci mette nelle mani la possibilità di superare praticamente ogni obiezione o difficoltà, a causa del testo del decreto stesso.

PERCHÈ UN APPUNTAMENTO DI VACCINAZIONE?

In base al testo del decreto, all’Art. 3 troviamo quanto segue:

1. I dirigenti scolastici delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione ed i responsabili dei servizi educativi per l’infanzia, dei centri di formazione professionale regionale e delle scuole private non paritarie sono tenuti, all’atto dell’iscrizione del minore di età compresa tra zero e sedici anni (( e del minore straniero non accompagnato )), a richiedere ai genitori esercenti la responsabilità genitoriale, ai tutori (( o ai soggetti affidatari )) la presentazione di idonea documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni (( obbligatorie )) indicate all’articolo 1, ((commi 1 e 1-bis )), ovvero l’esonero, l’omissione o il differimento delle stesse in relazione a quanto previsto dall’articolo 1, commi 2 e 3, o la presentazione della formale richiesta di vaccinazione all’azienda sanitaria locale territorialmente competente, che eseguirà le vaccinazioni obbligatorie secondo la schedula vaccinale prevista in relazione all’età, entro la fine dell’anno scolastico, (( o la conclusione del calendario annuale dei servizi educativi per l’infanzia e dei corsi per i centri di formazione professionale regionale )). La presentazione della documentazione di cui al primo periodo deve essere completata entro il termine di scadenza per l’iscrizione. La documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni può essere sostituita dalla dichiarazione resa ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445; in tale caso, la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni deve essere presentata entro il 10 luglio di ogni anno.

Mi scuso per la citazione un po’ lunga, ma è davvero molto importante.

In base a questo si evince che per iscrivere il proprio bambino a scuola sono necessarie una di queste tre cose:

  1. Documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni o documentazione che prova che per ora o per sempre, per motivi clinici spiegati meglio nell’Art. 1 del decreto, queste non possono essere eseguite;
  2. Una dichiarazione resa ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 Dicembre 2000 n. 445 (una autocertificazione o dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà) che dichiara quanto andrebbe certificato dalla documentazione di cui al punto 1;
  3. Un appuntamento formale per la vaccinazione.

Ma quindi, quale di questi metodi è meglio usare?

Il primo metodo va benissimo se avete già vaccinato vostro figlio o se lo stesso è stato esonerato o l’intervento è stato differito, è sicuramente la soluzione più “comoda”, ma penso che se questo fosse il caso, non stareste leggendo queste righe;

Ovviamente è sconsigliatissimo fare una dichiarazione come per punto 2 se non si ha vaccinato il proprio bambino o se non si è effettivamente in possesso della documentazione di esonero. Questo strumento va usato solo se si è in possesso della documentazione di cui al punto 1 ma non la si ha al momento disponibile da allegare. In effetti la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà è stata ideata per “snellire” la pubblica amministrazione ed evitare di portarsi dietro e richiedere decine e decine di certificati, ma le dichiarazioni false sono giustamente punite molto severamente dalla legge, anche penalmente, altrimenti se ne approfitterebbero tutti.

In base a quanto scritto nel testo del decreto un appuntamento per la vaccinazione è invece a tutti gli effetti parificato alla presentazione della documentazione di avvenuta vaccinazione a livello giuridico e, a tutti gli effetti, consente di mantenere o far accedere il proprio bimbo a scuola, se effettuato nei tempi corretti. Questo è dunque il metodo migliore da utilizzare.

CHE CANALE UTILIZZARE PER RICHIEDERE L’APPUNTAMENTO ALL’ASL PER LA VACCINAZIONE

Di solito l’appuntamento per la vaccinazione si può richiedere in diversi modi:

  1. Una chiamata telefonica al Centro Unico Prenotazioni o all’ASL stessa;
  2. Una E-Mail semplice (posta elettronica ordinaria);
  3. Una raccomandata con ricevuta di ritorno;
  4. Una PEC (Posta Elettronica Certificata).

In questo caso la chiamata è sconsigliata, non è tracciata e non si può richiedere nessuna specifica informazione, il sistema attribuirà semplicemente il primo appuntamento disponibile.

Anche la mail normale è altrettanto sconsigliata. Non avendo alcun tipo di valore legale, qualsiasi cosa ivi scritta verrà con ogni probabilità ignorata e ancora una volta vi verrà assegnato il primo appuntamento disponibile. Inoltre, personalmente non considero particolarmente formale questo tipo di metodo, in quanto la lettera non viene debitamente notificata.

Rimangono a disposizione la raccomandata con ricevuta di ritorno e la PEC, che si equivalgono a tutti gli effetti. Io per comodità utilizzo la PEC, ma c’è anche un ulteriore fattore, di solito questo tipo di messaggi arrivano alla sede centrale dell’ASL e vengono ritrasmessi con parecchio ritardo al centro appuntamenti ed alla sezione delle vaccinazioni, il che fa guadagnare ulteriore, spesso prezioso, tempo.

COME REDARRE LA LETTERA DI RICHIESTA APPUNTAMENTO ALL’ASL

La lettera va redatta rendendo da subito attenta l’ASL che vi servono ulteriori informazioni per la vaccinazione.

Io includo sempre che prima del colloquio vorrei spediti per posta tutti i foglietti illustrativi di ogni prodotto che verrà somministrato a mio figlio e poco dopo mando la Dichiarazione di Garanzia del Medico, sempre via PEC. Illustro da subito quali informazioni sommariamente vorrei avere.

Includo anche nella lettera che la stessa ha come unico scopo la non discriminazione di mio figlio, e di consentirgli di continuare serenamente il suo percorso educativo, così come suo diritto universalmente riconosciuto.

Fare così vi da un precedente valido giuridicamente per cui, con largo anticipo, avete informato l’ASL di tutte le informazioni di cui avevate bisogno per procedere alla vaccinazione.

Se redatta correttamente a questa lettera di solito l’ASL non risponde nemmeno!

Questo è particolarmente vero se siete già andati al primo colloquio, in questo caso ovviamente richiedereste un nuovo appuntamento, visto che con tutta probabilità nel primo non vi sono state date tutte le informazioni che avete richiesto.

Questa strategia si basa sull’esperienza maturata, che dimostra la tendenza alla poca disponibilità da parte dei medici vaccinatori, per qualche motivo che onestamente devo ancora capire, a dare le informazioni a chi le richiede. Di solito preferiscono addirittura lasciar cadere la cosa nel vuoto, il che, detto fra noi, ci va benissimo!

SOMMARIO

Seguendo queste semplici linee di condotta, avete in mano uno strumento che, ai sensi del decreto stesso, permette a vostro figlio di continuare serenamente il suo sacrosanto percorso educativo, e permette di risparmiare un po’ di soldini evitando di pagare la sanzione, che non può essere irrogata, visto che siete in regola avendo richiesto l’appuntamento di vaccinazione stesso.

Se hai qualsiasi domanda o commento, non esitare ad inserirla nei campi sottostanti!

Colloquio all’ASL – Cosa Fare e Come Comportarsi

Il colloquio all’ASL è spesso la parte più terrificante per la maggior parte dei genitori. La domanda sorge subito spontanea: “Cosa devo fare?”.

La prima cosa da sapere è che si incorrerà in sanzioni solamente se si dichiarerà esplicitamente il rifiuto di vaccinare, quindi bisogna essere assolutamente sicuri di mantenere sempre un atteggiamento neutro, anzi favorevole alla vaccinazione.

LA REGOLA D’ORO – COSA NON FARE

Il modo giusto di procedere, come abbiamo visto nel post sulla Convenzione di Oviedo, è di NON FIRMARE NULLA. Cercheranno di farvi firmare generalmente tre tipi di documenti:

  • Un modulo di consenso informato alla vaccinazione;
  • Un modulo di dissenso informato;
  • Un modulo in cui dichiarate di aver partecipato ad un colloquio informativo.

In ognuno di questi tre casi, se andrete a firmare la carta, vi siete giocati la partita e siete passibili di sanzioni e discriminazioni connesse.

Nel primo caso, il modulo di consenso informato, avete firmato che siete pronti a vaccinare e, anche se potete decidere di togliere il consenso in qualsiasi momento, sarà davvero molto più difficile, ma non impossibile, documentare che vi servono ulteriori informazioni;

Nel secondo caso avete chiaramente certificato che, nonostante tutte le possibili informazioni, non volete procedere al trattamento, vi siete aperti la strada a ricevere tutte le possibili sanzioni amministrative e, per come è la legge in questo momento, rischiate enormemente di puntare dritti all’esclusione di vostro figlio o figlia da nidi e materne, se nella fascia 0-6;

Nel terzo caso avete firmato che avete sostenuto un colloquio informativo, si presume dunque che siate ben informati ora sul soggetto, e se non procedete dunque all’intervento significa che avete deciso di non vaccinare, incorrendo come negli altri due casi in tutte le possibili sanzioni.

LA MIA STRATEGIA

La mia strategia, sviluppata prendendo ampi spunti dal sito Internet popolounico.org, ma migliorata per renderla più comoda, efficace ed adatta alla situazione attuale, è quella di richiedere al medico vaccinatore dell’ASL TUTTE le possibili informazioni riguardo a quali sono i vaccini che mio figlio avrebbe dovuto ricevere, inclusi gli effetti collaterali, quali esami avrebbe dovuto fare per assicurarsi della sicurezza dell’intervento, quali componenti pericolose potrebbero esserci all’interno dei vaccini e molte, molte altre informazioni. Questo viene fatto tramite un modulo chiamato “Dichiarazione di Garanzia del Medico”.

Questo modulo è disponibile sul loro sito Internet gratuitamente.

La cosa che più mi piace di questa strategia è che si lascia che L’ASL compili il modulo e dia tutte le informazioni, il che ovviamente è impossibile!

Nel mio caso addirittura il medico mi ha tirato fuori una sua circolare per cui poteva dedicarmi un massimo di dieci minuti in base alle politiche che deve seguire per il suo ufficio.

Per quanto sia impossibile, a livello giuridico e di diritto internazionale questo medico deve darvi tutte le informazioni necessarie affinché voi vi sentiate sicuri al 100% di sapere tutto quello che c’è da sapere sull’intervento.

L’unico possibile difetto di questa tattica è che se effettivamente il medico vi compilasse tutti i campi previsti e lo firmasse, sareste tenuti a procedere all’intervento o dimostrarvi effettivamente contrari, ma onestamente è praticamente impossibile che accada, persino io con una tale mole di garanzie procederei alla vaccinazione di mio figlio!

NOTIFICARE IL DOCUMENTO

Parte di importanza vitale in questo procedimento è che questo modulo venga appropriatamente notificato.

Io personalmente suggerisco di effettuare una doppia consegna del documento per sicurezza: anticipandolo via PEC ed il giorno stesso quando lo si consegna al medico vaccinatore con una notifica a mano, anch’essa spiegata nell’articolo citato nel paragrafo precedente.

Questa parte è importantissima, se non si notifica il documento infatti non ha nessun valore legale ed a seguito del colloquio non avrete modo di dimostrare che il medico si è rifiutato di cedervi le informazioni richieste.

COME DOCUMENTARE COSA SUCCEDE DURANTE IL COLLOQUIO

Mantenendo il massimo della privacy per l’interlocutore, l’interezza del colloquio va assolutamente registrata, questo è molto importante, come ampiamente riconosciuto da praticamente ogni associazione che si occupa di obiezione attiva alla vaccinazione obbligatoria.

Così facendo si potrà documentare con assoluta ed incontestabile certezza che voi avete provato in tutti i modi a richiedere maggiori informazioni e vi siete davvero prodigati per poter procedere alla vaccinazione, ma il medico si è rifiutato di darvi le informazioni a cui voi avete totale diritto.

Come spiegato in precedenza infatti, sia a livello di Decreto stesso, sia a livello di diritto internazionale, voi avete il diritto di ricevere tutte le informazioni necessarie sul soggetto.

L’ATTEGGIAMENTO VINCENTE

Penso che l’atteggiamento vincente da tenere in questo colloquio sia di mantenere la massima calma, dimostrarsi assolutamente cooperativi alla vaccinazione, ma richiedere tutte le informazioni richieste sul modulo di garanzia del medico. Su QUESTO, bisogna essere intransigenti.

Non serve aiutare il medico a compilarlo, mettete solo i dati anagrafici del vostro piccolo e lasciate che si sbrighi lui la compilazione di tutte le pagine del modulo. Di solito non ci proverà neanche e vi manderà via sgarbatamente.

COSA FARE DOPO IL COLLOQUIO CON L’ASL

Una volta terminato il colloquio ed aver accuratamente archiviato il file audio o video e la ricevuta del modulo debitamente notificato, avrete un’arma potentissima a vostra disposizione.

Infatti ora, se mai vi servisse, NON ACCELERATE I TEMPI, non serve a niente, quando vi viene richiesto dal dirigente scolastico o dal funzionario comunale incaricato dell’istruzione in nidi e materne, o addirittura davanti al Giudice di Pace se avete ricevuto una multa, potete esporre quanto è successo e che voi volevate veramente vaccinare vostro figlio, ma il medico si è evidentemente rifiutato di cedervi le informazioni necessarie. Questo, come deliberato in un’ordinanza di rilievo dal Tribunale Amministrativo sospende l’iter di sospensione (scusate il gioco di parole ma si dice così) di vostro figlio o figlia dalla scuola.

SOMMARIO

Se tenete a mente queste semplici informazioni, sarà davvero molto semplice uscire indenni dal colloquio con l’ASL, anzi, si uscirà con un’arma in più, una chiave che aprirà la porta all’istruzione di vostro figlio o figlia, in barba alla discriminazione.

Nei prossimi post vedremo come utilizzare queste informazioni e documentazione per aiutarci nel gestire i rapporti con il dirigente scolastico o con l’ufficio comunale preposto all’istruzione nei settori di asili nido e materne.

Spero veramente che questio materiale possa esservi di aiuto. Avete domande? Non esitate a lasciarle nei commenti.

Se hai qualsiasi domanda o commento, non esitare ad inserirla nei campi sottostanti, sarò lieto di aiutarti al meglio delle mie capacità.

Diffida

La diffida è uno strumento legale che penso sia molto utile per chiunque da conoscere!

Per definizione è un avvertimento che si da ad una persona per cui se farà o continuerà a fare una determinata cosa o terrà o continuerà a tenere un determinato atteggiamento, o non farà una determinata cosa, si provvederà per vie legali, sia esso un esposto alla Procura della Repubblica (di base si inoltra una lamentela così che la Procura indaghi sulla cosa e provveda a verificare se effettivamente ci sono dei crimini perseguibili) o ad una querela vera e propria.

La diffida contiene anche tutte le norme che stanno venendo violate dalla persona che ne è oggetto ed è debitamente notificata, come spiegato in precedenza.

Quali sono i pregi della diffida?

  1. È gratuita;
  2. È fai-da-te;
  3. Ottiene molto spesso il risultato voluto se scritta nel modo corretto;
  4. Rende inequivocabile che la persona o l’ente coinvolti sono direttamente responsabili ed a conoscenza della normativa che potrebbero violare procedendo nel loro atteggiamento ed azioni (la legge non ammette ignoranza ma la cosa può aiutare in giudizio);
  5. Qualora la persona o l’ente oggetto della diffida non la rispettasse, non si è tenuti a norma di legge ad intraprendere nessuna azione legale se non lo si volesse fere, il che la rende ancora potenzialmente più economica.

Ma quando dovremmo mandare una diffida nel caso della questione vaccinazioni? Perché potrebbe servirci a raggiungere il nostro scopo, ovvero che il nostro caro bambino o bambina continui col suo percorso educativo nonostante il decreto Lorenzin?

QUANDO USARE LA DIFFIDA

Per mia esperienza la cosa da fare è inviare la diffida ALL’INIZIO DEL PERCORSO EDUCATIVO, il prima possibile. Questo ha diversi vantaggi, innanzitutto, solitamente se mandata subito le persone o gli enti non rispondono immediatamente perché non vi conoscono bene e dunque cadono nel cosiddetto silenzio assenso (di base si dimostrano d’accordo con quanto da voi scritto non ribattendolo entro trenta giorni, rendendo palese che sono completamente d’accordo con quanto da voi espresso). In secondo luogo le persone con cui avrete a che fare capiranno immediatamente che non state scherzando, che avete bene in mente i vostri diritti e che siete assolutamente determinati a farli rispettare.

A CHI MANDARE LA DIFFIDA

La diffida va mandata a tutti i soggetti che potrebber avere a che fare con voi, nel nostro caso:

  1. L’istituto scolastico, nella figura specifica del dirigente, che ne detiene solitamente la rappresentanza legale;
  2. L’ufficio comunale che si occupa dell’istruzione, nella figura del dirigente o ufficiale incaricato (nella mia città, Verona, c’è proprio un ufficio addetto ad i servizi dell’infanzia). Tutte le scuole comunali fanno capo a loro, quindi, se si sceglie di mandare il proprio figlio in un asilo nido o materna comunali o “parificati”, va assolutamente mandata anche a questo ufficio, si scoprirà in effetti che sono solitamente loro a decidere quando e come decidere per la sospensione o meno del proprio bambino;
  3. L’ASL competente, incluso il medico vaccinatore incaricato in persona;
  4. Al sindaco, come dirigente amministrativo e massima carica comunale sia a livello medico che di istruzione.

Da notare che è sempre meglio fare un po’ di ricerca e reperire chi sono queste persone. Dietro agli enti ci sono sempre persone specifiche ed intestarla con nomi e cognomi ottiene un effetto più diretto.

Questi sono i soggetti più importanti, a mio avviso, e quelli con cui (a parte il sindaco), si avrà maggiormente a che fare.

COSA DEVE CONTENERE LA DIFFIDA

La diffida deve contenere tutta la normativa che si potrebbe violare decidendo di discriminare proprio figlio o figlia in qualsiasi modo, ivi incluso l’allontanamento dalla scuola ed una chiara intimazione di non effettuare nessuno di tutti questi commenti. Questa può essere trovata all’interno di questo sito nelle varie sezioni e post.

SOMMARIO

Con queste semplici indicazioni, sono sicuro che ti risulterà davvero semplice creare una diffida veramente efficace che puoi utilizzare per raggiungere il tuo scopo, aggirare il decreto Lorenzin e riuscire a far andare tuo figlio a scuola.

Se hai bisogno di un modello precompilato non esitare a contattarmi, ti aiuterò volentieri.

Se hai qualsiasi domanda o commento, non esitare ad inserirla nei campi sottostanti!

Registrare e filmare uffici pubblici

A tutti è sorta almeno una volta la domanda “Ma posso davvero filmare o registrare cosa succede in un ufficio pubblico?”. Con questo articolo vediamo di spiegare esattamente quando è possibile farlo e le limitazioni di questo.

Attingo le informazioni da un chiarissimo articolo da “La Legge per Tutti”, lo puoi leggere qui.

La risposta fondamentale è sì, in tutti i casi tranne quando la legge lo vieta esplicitamente. Ad esempio, se la polizia sta facendo un’indagine sotto copertura, la cui segretezza è esplicitamente decisa da un magistrato, ovviamente non potremmo riprendere tale operazione.

Ma in tutti gli altri casi? Assolutamente sì, nella misura in cui sgraneremo il volto dell’interlocutore e prendiamo i dovuti provvedimenti per garantirne la privacy, particolarmente se decidiamo di diffondere il materiale sul web (personalmente sconsigliatissimo), assolutamente possiamo registrare tutto quello che avviene!

Perché la registrazione è così importante da dedicarvi un post intero? Semplice, quando andremo al colloquio con l’ASL non dovremo farci nessuna remora nel registrare, in quanto dovremo DOCUMENTARE il rifiuto da parte del medico di fornirci le informazioni da noi richieste!

Questo ci tutelerà in futura sede amministrativa, o addirittura giuridica, in quanto proveremo che noi “abbiamo fatto di tutto” per vaccinare nostro figlio, ma l’ASL non ha voluto procedere in quanto si è rifiutata di seguire la legge, sia nazionale che internazionale, che gli impone di fornirci tutte le possibili complicazioni, rischi e benefici, riguardo a questo importante atto medico che è la vaccinazione.

SOMMARIO

Sì, è possibile registrare quando si va in qualsiasi luogo pubblico, rimane importante ovviamente tutelare la privacy delle persone. Ma oltre che questa, abbiamo qui uno strumento per tutelare i nostri importantissimi diritti. Assicurati di utilizzarlo al prossimo colloquio!

Se hai qualsiasi domanda o commento, non esitare ad inserirla nei campi sottostanti!

Una Sentenza di Rilievo dalla Corte Costituzionale

Nella gerarchia degli organi giuridici, ve ne è uno che ne fa da padrone indiscusso. Parliamo in questo caso della Corte Costituzionale, ente cui è affidata la responsabilità di vigilare sulla conformità di tutti gli atti e le leggi dello Stato alla Costituzione redatta dai Padri Fondatori della Repubblica Italiana. Il corpo di magistrati che ne prende parte è nominato in parte dal Presidente della Repubblica, in parte dal Parlamento ed in parte da un altro importante organo giuridico ed ingloba il “top” dei giudici in Italia.

È questo il massimo della carriera a cui potrebbe in effetti agognare un magistrato.

Perché questa premessa? Per spiegare che i precedenti legali stabiliti da questa Corte hanno pieno potere nell’interpretazione di leggi e norme e deve essere assolutamente preso in considerazione da tutti gli organi giuridici ed amministrativi, quasi fosse una legge di per sé!

Oggi andiamo a vedere una sentenza di particolare interesse per noi nell’ambito del diritto e della vaccinazione, si tratta della sentenza n. 298 dell’anno 2012. Giudicando infatti sul bilancio dello stato sulla base di un ricorso, nella seconda pagina, secondo paragrafo, viene spiegato un concetto importantissimo:

“Le scuole paritarie, private e degli enti locali, costituiscono infatti, unitamente alle scuole statali, il servizio nazionale di istruzione, qualificato come oggettivamente pubblico (art. 1 della legge 10 marzo 2000, n. 62, recante «Norme per la parità scolastica e disposizioni sul diritto allo studio e all’istruzione»). Anche con riguardo alla scuola paritaria dell’infanzia, non vi sarebbe più alcun dubbio in ordine alla sua natura propriamente «scolastica», e non già assistenziale, essendo da tempo normativamente sancito che essa costituisce la prima articolazione del sistema educativo.”

In parole povere cosa significa quanto appena espresso? Una cosa molto importante per noi, ovvero che la scuola dell’infanzia non è solamente un servizio di “assistenza” (come potrebbe benissimo essere un servizio di baby-sitting o baby-parking), ma si tratta a tutti gli effetti di scuola e fa parte a tutti gli effetti del sistema educativo nazionale.

Tornando al nostro diritto internazionale, ricordate cosa sanciva l’Art. 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, recepita all’interno del diritto nazionale italiano? Giusto per citare la prima frase:

“1. Ogni individuo ha diritto all’istruzione.”

Ecco dunque facilmente spiegato come un eventuale allontanamento di proprio figlio dai servizi educativi dell’infanzia è illegittimo, anche in caso di mancata vaccinazione. Potete sempre farlo tenere ben presente ai dirigenti scolastici o agli uffici comunali che vi minacciano di un’azione del genere.

Interessato ad avere una copia dell’ordinanza per tuo uso? La trovi scaricando il nostro ebook gratuito.

SOMMARIO

TU E TUO FIGLIO O FIGLIA AVETE DEI DIRITTI, SONO VOSTRI. SONO DIFESI DALLA LEGGE. FALLI RISPETTARE PER IL BENE TUO, DI TUO FIGLIO O FIGLIA E DI TUTTI QUELLI CHE TI SEGUIRANNO.

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Un’Ordinanza di Rilievo dal Tribunale Amministrativo

Come specificato nel post sulla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani esiste una scala nel diritto, in cui vanno a posizionarsi leggi e regolamenti vari, in quanto ad importanza.

Parte importante di questa scala sono le sentenze “passate in giudicato” (vuol dire che la decisione è stata presa, il giudice ha battuto il martelletto e non è più impugnabile). Da secoli le sentenze passate in giudicato sono utilizzate dai giudici e dai giuristi come base per l’interpretazione di future norme. Anche decisioni parziali del tribunale, come un’ordinanza, anche se non sentenziate definitivamente, possono essere utilizzate come valido precedente per l’interpretazione successiva di testi di legge da parte di enti di tutti i livelli.

Un atto da conoscere assolutamente è l’Ordinanza n. 133 del 5.4.2018 – TAR Lombardia – Brescia (TAR sta per “Tribunale Amministrativo Regionale”, si occupa di tutte le faccende legate a situazioni di lesioni di diritti privati da parte della pubblica amministrazione a seguito di procedimenti amministrativi), che se volete potete scaricare qui, occhio però perché contiene un sacco di paroloni. Se volete leggerlo, cercateli in un dizionario se non li sapete!

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In questa ordinanza viene chiaramente delineato come la richiesta di informazioni all’ASL competente sospende l’iter amministrativo che porta alla sospensione del bambino da nido o materna.

Questo costituisce un importante precedente in quanto per la prima volta si ha un’interpretazione a livello giudiziario amministrativo di come si applica il decreto Lorenzin in relazione alle Convenzioni Internazionali.

L’ASL ha, in base all’ordinanza, l’obbligo di fornire le informazioni richieste, in base al decreto stesso e, qualora le fornisse, ovviamente i genitori sarebbero tenuti a procedere alla vaccinazione del bambino, per non incorrere nelle sanzioni previste e già abbondantemente spiegate.

SOMMARIO

Il trucco consiste dunque, come spiegato in precedenza, nel chiedere sempre informazioni all’ASL, mostrandosi sempre sinceramente disponibili alla vaccinazione. Finché questi non vengono soddisfatti, il tuo bambino può continuare serenamente il suo percorso educativo.

Nel prossimo articolo illustrerò perché asilo nido e scuola materna rientrano nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e come potete usare un altro importante precedente legale a vostro pieno vantaggio.

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Decreto “Lorenzin”

Il Decreto “Lorenzin”, in realtà Decreto Legge 73/2017, convertito con legge 119/2017 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale”, reperibile nella Gazzetta Ufficiale (come quella dello sport ma è dove vengono pubblicate le leggi) del 05/08/2017 serie generale n. 182, sancisce l’obbligatorietà della vaccinazione a livello nazionale.

Come già discusso nella sezione sulla Convenzione di Oviedo del sito, tale obbligo non può effettivamente esistere, fondamentalmente è un tentativo di rendere “fortemente penalizzante” per i genitori non vaccinare i propri figli sia sul piano educativo (esclusione da nidi e materne) che sul piano economico (multa).

Vediamo nei dettagli cosa comporta questa legge ai “disobbedienti”, ci tengo a ripeterlo qui perché l’altro giorno la maestra di mio figlio, ad ormai un anno dall’uscita del decreto, pensava che la sanzione pecuniaria non fosse prevista per la fascia 0-6. Qui sotto le parole del testo di legge riportate esattamente come per comma 4 primo periodo e art. 3-bis comma 5:

  • “In caso di mancata effettuazione delle vaccinazioni di cui ai commi 1 e 1 -bis, ai genitori esercenti la responsabilità genitoriale, ai tutori o ai soggetti affidatari ai sensi della legge 4 maggio 1983, n. 184, è comminata la sanzione amministrativa pecuniaria da euro cento a euro cinquecento”;
  • “Per i servizi educativi per l’infanzia e le scuole dell’infanzia, ivi incluse quelle private non paritarie, la mancata presentazione della documentazione di cui al comma 3 nei termini previsti comporta la decadenza dall’iscrizione. Per gli altri gradi di istruzione e per i centri di formazione professionale regionale, la mancata presentazione della documentazione dì cui al comma 3 nei termini previsti non determina la decadenza dall’iscrizione né impedisce la partecipazione agli esami”.

Ecco dunque le penalità in cui si può incorrere, sanzione amministrativa da €100,00 ad €500,00 e decadenza dell’iscrizione.

Ora, vediamo in dettaglio altri punti del decreto che possono essere sfruttati a nostro vantaggio:

Art. 1 comma 4:

«In caso di mancata osservanza dell’obbligo vaccinale di cui al presente articolo, i genitori esercenti la responsabilità genitoriale, i tutori o i soggetti affidatari sono convocati dall’azienda sanitaria locale territorialmente competente per un colloquio al fine di fornire ulteriori informazioni sulle vaccinazioni e di sollecitarne l’effettuazione.»

Come si può notare da questo punto della legge, l’ASL è tenuta a fornire un colloquio informativo, ed in base alla Convenzione di Oviedo, bisogna essere opportunamente informati di tutte le possibili complicazioni, effetti avversi, rischi e benefici dell’intervento vaccinale.

Nell’articolo seguente, vedremo appunto come sfruttare questo a nostro vantaggio e come comportarci esattamente prima, durante e dopo il colloquio per garantire, ad assoluta norma di legge, una serena continuazione del percorso educativo di nostro figlio, anche se decidessimo di non vaccinarlo.

Ma prima, vediamo anche esattamente quando viene comminata la sanzione peggiore, l’esclusione scolastica e la decadenza dell’iscrizione.

Come espresso in precedenza, questa sanzione viene applicata in caso di “mancata presentazione della documentazione di cui al comma 3″, ma cosa richiede esattamente il comma 3?

  • “3. Nei dieci giorni successivi all’acquisizione degli elenchi di cui al comma 2, i dirigenti delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione e i responsabili dei servizi educativi per l’infanzia, dei centri di formazione professionale regionale e delle scuole private non paritarie invitano i genitori esercenti la responsabilità genitoriale, i tutori o i soggetti affidatari dei minori indicati nei suddetti elenchi a depositare, entro il 10 luglio, la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni ovvero l’esonero, l’omissione o il differimento delle stesse, in relazione a quanto previsto dall’articolo 1, commi 2 e 3, o la presentazione della formale richiesta di vaccinazione all’azienda sanitaria locale territorialmente competente.”

Quindi, come previsto, una “[…] presentazione della formale richiesta di vaccinazione all’ASL competente […]” , opportunamente notificata (formale), è SUFFICIENTE ad evitare l’irrogazione (un parolone che vuol dire punire come specificato da una norma) delle sanzioni, sia pecuniaria che discriminatoria.

Ma vi chiederete, se mando formale richiesta di vaccinazione, poi sono tenuto a farla. Sì, è corretto, si è tenuti a farla, ovviamente dopo essere stati OPPORTUNAMENTE informati di qualsiasi rischio connesso all’intervento ecc…, ma comunque si può sempre ritirare il consenso, in base alla Convenzione di Oviedo.

Come fare a non completare questo iter restando in sospeso, “in mezzo”, tra vaccinazione e non vaccinazione, come trattato nel post sulla Convenzione di Oviedo ed evitando così le sanzioni? Lo scopriamo nei prossimi post!

SOMMARIO

Il Decreto Lorenzin introduce sì la vaccinazione obbligatoria, ma impone anche alle ASL di dare opportune informazioni sulla natura e sui rischi dell’intervento alle famiglie, sapendone i punti salienti, la difesa sarà molto più facile.

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