Uno strumento importantissimo per impostare il nostro iter burocratico che ci porterà al nostro obiettivo, superare la discriminazione aggirando il decreto Lorenzin, è l’appuntamento per la vaccinazione, apparentemente un controsenso, questo prezioso strumento ci mette nelle mani la possibilità di superare praticamente ogni obiezione o difficoltà, a causa del testo del decreto stesso.

PERCHÈ UN APPUNTAMENTO DI VACCINAZIONE?

In base al testo del decreto, all’Art. 3 troviamo quanto segue:

1. I dirigenti scolastici delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione ed i responsabili dei servizi educativi per l’infanzia, dei centri di formazione professionale regionale e delle scuole private non paritarie sono tenuti, all’atto dell’iscrizione del minore di età compresa tra zero e sedici anni (( e del minore straniero non accompagnato )), a richiedere ai genitori esercenti la responsabilità genitoriale, ai tutori (( o ai soggetti affidatari )) la presentazione di idonea documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni (( obbligatorie )) indicate all’articolo 1, ((commi 1 e 1-bis )), ovvero l’esonero, l’omissione o il differimento delle stesse in relazione a quanto previsto dall’articolo 1, commi 2 e 3, o la presentazione della formale richiesta di vaccinazione all’azienda sanitaria locale territorialmente competente, che eseguirà le vaccinazioni obbligatorie secondo la schedula vaccinale prevista in relazione all’età, entro la fine dell’anno scolastico, (( o la conclusione del calendario annuale dei servizi educativi per l’infanzia e dei corsi per i centri di formazione professionale regionale )). La presentazione della documentazione di cui al primo periodo deve essere completata entro il termine di scadenza per l’iscrizione. La documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni può essere sostituita dalla dichiarazione resa ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445; in tale caso, la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni deve essere presentata entro il 10 luglio di ogni anno.

Mi scuso per la citazione un po’ lunga, ma è davvero molto importante.

In base a questo si evince che per iscrivere il proprio bambino a scuola sono necessarie una di queste tre cose:

  1. Documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni o documentazione che prova che per ora o per sempre, per motivi clinici spiegati meglio nell’Art. 1 del decreto, queste non possono essere eseguite;
  2. Una dichiarazione resa ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 Dicembre 2000 n. 445 (una autocertificazione o dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà) che dichiara quanto andrebbe certificato dalla documentazione di cui al punto 1;
  3. Un appuntamento formale per la vaccinazione.

Ma quindi, quale di questi metodi è meglio usare?

Il primo metodo va benissimo se avete già vaccinato vostro figlio o se lo stesso è stato esonerato o l’intervento è stato differito, è sicuramente la soluzione più “comoda”, ma penso che se questo fosse il caso, non stareste leggendo queste righe;

Ovviamente è sconsigliatissimo fare una dichiarazione come per punto 2 se non si ha vaccinato il proprio bambino o se non si è effettivamente in possesso della documentazione di esonero. Questo strumento va usato solo se si è in possesso della documentazione di cui al punto 1 ma non la si ha al momento disponibile da allegare. In effetti la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà è stata ideata per “snellire” la pubblica amministrazione ed evitare di portarsi dietro e richiedere decine e decine di certificati, ma le dichiarazioni false sono giustamente punite molto severamente dalla legge, anche penalmente, altrimenti se ne approfitterebbero tutti.

In base a quanto scritto nel testo del decreto un appuntamento per la vaccinazione è invece a tutti gli effetti parificato alla presentazione della documentazione di avvenuta vaccinazione a livello giuridico e, a tutti gli effetti, consente di mantenere o far accedere il proprio bimbo a scuola, se effettuato nei tempi corretti. Questo è dunque il metodo migliore da utilizzare.

CHE CANALE UTILIZZARE PER RICHIEDERE L’APPUNTAMENTO ALL’ASL PER LA VACCINAZIONE

Di solito l’appuntamento per la vaccinazione si può richiedere in diversi modi:

  1. Una chiamata telefonica al Centro Unico Prenotazioni o all’ASL stessa;
  2. Una E-Mail semplice (posta elettronica ordinaria);
  3. Una raccomandata con ricevuta di ritorno;
  4. Una PEC (Posta Elettronica Certificata).

In questo caso la chiamata è sconsigliata, non è tracciata e non si può richiedere nessuna specifica informazione, il sistema attribuirà semplicemente il primo appuntamento disponibile.

Anche la mail normale è altrettanto sconsigliata. Non avendo alcun tipo di valore legale, qualsiasi cosa ivi scritta verrà con ogni probabilità ignorata e ancora una volta vi verrà assegnato il primo appuntamento disponibile. Inoltre, personalmente non considero particolarmente formale questo tipo di metodo, in quanto la lettera non viene debitamente notificata.

Rimangono a disposizione la raccomandata con ricevuta di ritorno e la PEC, che si equivalgono a tutti gli effetti. Io per comodità utilizzo la PEC, ma c’è anche un ulteriore fattore, di solito questo tipo di messaggi arrivano alla sede centrale dell’ASL e vengono ritrasmessi con parecchio ritardo al centro appuntamenti ed alla sezione delle vaccinazioni, il che fa guadagnare ulteriore, spesso prezioso, tempo.

COME REDARRE LA LETTERA DI RICHIESTA APPUNTAMENTO ALL’ASL

La lettera va redatta rendendo da subito attenta l’ASL che vi servono ulteriori informazioni per la vaccinazione.

Io includo sempre che prima del colloquio vorrei spediti per posta tutti i foglietti illustrativi di ogni prodotto che verrà somministrato a mio figlio e poco dopo mando la Dichiarazione di Garanzia del Medico, sempre via PEC. Illustro da subito quali informazioni sommariamente vorrei avere.

Includo anche nella lettera che la stessa ha come unico scopo la non discriminazione di mio figlio, e di consentirgli di continuare serenamente il suo percorso educativo, così come suo diritto universalmente riconosciuto.

Fare così vi da un precedente valido giuridicamente per cui, con largo anticipo, avete informato l’ASL di tutte le informazioni di cui avevate bisogno per procedere alla vaccinazione.

Se redatta correttamente a questa lettera di solito l’ASL non risponde nemmeno!

Questo è particolarmente vero se siete già andati al primo colloquio, in questo caso ovviamente richiedereste un nuovo appuntamento, visto che con tutta probabilità nel primo non vi sono state date tutte le informazioni che avete richiesto.

Questa strategia si basa sull’esperienza maturata, che dimostra la tendenza alla poca disponibilità da parte dei medici vaccinatori, per qualche motivo che onestamente devo ancora capire, a dare le informazioni a chi le richiede. Di solito preferiscono addirittura lasciar cadere la cosa nel vuoto, il che, detto fra noi, ci va benissimo!

SOMMARIO

Seguendo queste semplici linee di condotta, avete in mano uno strumento che, ai sensi del decreto stesso, permette a vostro figlio di continuare serenamente il suo sacrosanto percorso educativo, e permette di risparmiare un po’ di soldini evitando di pagare la sanzione, che non può essere irrogata, visto che siete in regola avendo richiesto l’appuntamento di vaccinazione stesso.

Se hai qualsiasi domanda o commento, non esitare ad inserirla nei campi sottostanti!